.feed-links { display:none; } -->
Italy English Español Portugeus Belgium Netherland Français Deutsch Israel Seguci su: Twitter Seguci su: Facebook Seguci su: Twitter Instagram IN RETE DAL 2005

Perché Dio ha tanto amato il mondo che, ha dato il Suo Unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna. Giovanni 3:16 |

martedì 19 dicembre 2017

INSEGNAMENTI. Il Pastore Geremia Steepek si era vestito da mendicante

Il Pastore Geremia Steepek si era vestito da mendicante ed è andato alla chiesa di 10 mila membri dove sarebbe stato presentato come pastore principale al mattino.
Ha camminato intorno alla chiesa per 30 minuti appena si riempiva di persone per il culto. SOLO 3 SU 7 delle 10.000 persone dicevano "ciao" per il mendicante. Per alcune persone, ha chiesto loro delle monete per comprare del cibo. Nessuno in chiesa gli ha dato qualcosa. E ' entrato nel tempio e ha cercato di sedersi sul davanti, ma i diaconi gli hanno chiesto di sedersi sul retro del tempio. Egli salutava le persone che gli ripagavano sguardi pieni di disgusto e di disprezzo a guardarlo dalla testa ai piedi.
Quando era seduto sul retro del tempio, ha ascoltato gli annunci del culto e poi subito un leader è salito sull'altare e annuncio che si sentiva entusiasta di presentare al nuovo pastore della congregazione: " ci piacerebbe presentarvi il pastore Geremia Steepek ". le persone guardavano intorno applaudendo con gioia e ansia. E ' stato quando l'uomo senzatetto, il mendicante che si sedeva nelle ultime banche, si mise in piedi e cominciò a camminare lungo il corridoio. Gli applausi si sono fermati. E tutti lo guardavano. Si e ' avvicinato all'altare e ha preso il microfono. E ' stato trattenuto per un momento e ha detto:
«Allora il re dirà a quelli della sua destra: “Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che v'è stato preparato fin dalla fondazione del mondo. Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?” E il re risponderà loro: “In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l'avete fatto a me”.»
Dopo aver letto il testo di Matteo 25:34-40, ha guardato la congregazione e ha raccontato tutto quello che era successo quella mattina. Molti cominciarono a piangere, molte teste si inchinarono per la vergogna. Il Pastore disse allora: " oggi vedo una riunione di persone, e non la chiesa di Gesù Cristo. Il mondo ha abbastanza persone, ma non ci sono abbastanza discepoli. Quando sarete discepoli?", chiedo. Dopo una pausa, ha chiuso il culto e ha salutato: "fino alla prossima settimana"!
Essere Cristiano è più di qualcosa che si difende. E ' qualcosa che si vive e condivide con altre persone.
Missione Centro Betesda

martedì 24 ottobre 2017

INSEGNAMENTI. Il primato della predicazione

ATTI 2: 14 Ma Pietro, levatosi in piedi con gli undici, alzò la voce e parlò loro così: «Uomini di Giudea, e voi tutti che
abitate in Gerusalemme, vi sia noto questo, e ascoltate attentamente le mie parole.
Dopo aver ricevuto la potenza di Dio mediante lo Spirito Santo, la chiesa iniziò ad esercitare la sua testimonianza in Gerusalemme, la scrittura ci dice che il loro metodo si basava sulla predicazione della Parola. Pietro si alzò in piedi e predicò un messaggio che portò alla conversione di 3000 persone.
1 Corinzi 1:21 Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione.

La Bibbia afferma che Dio si compiace di salvare il mondo per mezzo della pazzia della predicazione, parlare di Dio nella guida dello Spirito Santo è il metodo di Dio per la salvezza degli uomini.

Credo che nessun metodo possa sostituirsi alla predicazione del Vangelo che è la potenza di Dio per chiunque crede. Quel giorno Pietro predicò un messaggio cristo centrico, mettendo le persone che ascoltavano davanti alle loro responsabilità: "Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso" (Atti 2:36)
Dobbiamo riscoprire la pazzia della predicazione e la franchezza apostolica, che spingeva i primi cristiani ad andare di villaggio in villaggio annunziando il Vangelo credendo che Dio avrebbe confermato con i segni la Parola predicata.

Questa mattina ti voglio incoraggiare a parlare di Dio ovunque ti trovi, permetti allo Spirito Santo di usarti in questo giorno nel predicare il vangelo ad almeno una persona, chiedi a Dio di donarti l'opportunità di sperimentare la gioia di vedere anime che si avvicinano a Lui per mezzo della tua vita.
Carissimi, Dio ci ha chiamati a vivere in questo mondo per essere suoi testimoni, prendiamo coraggio e predichiamo il Vangelo a tutti coloro che Dio mette sulla nostra strada e ci meraviglieremo nel vedere quello che Dio può fare!!!!
Credo che anche Pietro si sarà meravigliato di vedere 3000 persone pentirsi dei loro peccati e ubbidire al Vangelo. Noi serviamo un Dio che può fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo. (Efesini 3:20)

Vi sono persone che stanno morendo senza Cristo, vi sono anime che hanno bisogno ricevere la salvezza che si ottiene per la fede in Cristo, forse Dio non ti ha chiamato al ministero della Parola, ma sicuramente Dio ti ha chiamato a vivere predicando la sua Parola a coloro che ancora non lo conoscono.
Vi è un comando che Gesù ha dato a tutti coloro che hanno creduto: "E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura." (Marco 16:15)

Che possiamo assieme riscoprire il primato della predicazione!
A Dio sia la gloria
Davide Ravasio

giovedì 19 ottobre 2017

INSEGNAMENTI. Cosa significa essere un servo

di Brian L. Harbour – Dopo la conversione, molti credenti si chiedono: “E adesso? Ora che sono stato riscattato dalla schiavitù di Satana e liberato dal peso dei miei peccati, cosa devo fare?”. Nell’introduzione della sua epistola a Tito, Paolo dà una risposta a questo interrogativo coll’appellativo che applicava a sé stesso. Lui si definiva: “Servo di Gesù Cristo”.

Diverse parole greche hanno il significato di servo. “Diaconos” era il servo che ministrava. “Therapon”era l’assistente. “Oiketes” era il servo domestico.

“Misthios” era un servo ad ore. Paolo non usa nessuna di queste parole nel testo. Utilizza la parola “doulos”, che letteralmente significa “schiavo”, un nomo, cioè, che ha una relazione con un altro tale che solo la morte può rompere. Paolo riteneva che la parola più adatta a descrivere la relazione con il Signore fosse la parola “schiavo”. Era un servo legato, uno schiavo di Gesù Cristo. Per comprendere che cosa dobbiamo fare ora che siamo diventati cristiani, dobbiamo arrivare ad un concetto pili chiaro di cosa significhi essere servi. IDENTIFICARSI CON CRISTO Un servo si identifica con il suo padrone. Questo si vede sia nel significato della parola “doulos”, sia nell’uso attuale di questo termine. Doidos viene da una parola che significa “legare”. Lo schiavo cioè, era un uomo legato e connesso ad un altro.

Di solito, gli schiavi venivano segnati con un marchio ben visibile, simile ad uno stigma, che li identificava con il loro padrone. L’identità dello schiavo dipendeva dalla persona a cui apparteneva. Paolo aveva quest’immagine d’identificazione con Cristo, quando si definiva “servo di Gesù”. Non apparteneva più a sé stesso. Era stato comprato con il prezzo del sangue di Gesù ed ora apparteneva a Lui

MINISTRARE PER CRISTO

L’idea di essere servi includeva anche la dimensione del ministero. Paolo combinava Videa dell’ufficio di amministratore e del servizio in I Co 4:1: “Così ci stimi ognuno come dei ministri di Cristo e degli amministratori dei misteri di Dio”. Del resto, quel che si richiede dagli amministratori è che siano trovati fedeli. In 1 Pietro 4:10 i cristiani vengono chiamati “Amministratori della svariata grazia di Dio”. La Bibbia dice che Cristo è il Signore del cosmo. In altre parole Lui è il Direttore generale dell’universo.

Ma Lui ha designato il compito di assistente-direttore ad ogni cristiano. Come servi Suoi, la nostra responsabilità è di prendere cura del Suo mondo e di svolgere l’opera Sua.

EQUIPAGGIATO DA CRISTO

Tra tutti gli aspetti negativi dell’istituzione della schiavitù, c’era un grande vantaggio. Lo schiavo non aveva nessuna preoccupazione riguardo ai suoi bisogni materiali. I suoi vestiti, il cibo, le cure mediche, l’alloggio, tutto era provveduto dal padrone. Quando Paolo si definiva “schiavo di Gesù”, realizzava un senso di appagamento, perché sapeva di poter confidare in Cristo per tutti i suoi bisogni. Esprime chiaramente questa idea nei versetti conclusivi della lettera ai Filippesi, quando disse: “Il mio Dio supplirà a tutti vostri bisogni, secondo le sue ricchezze in gloria in Cristo Gesù” (Filippesi 4:19).

Quando confidiamo negli amici, riceviamo quello che la cooperazione provvede; quando confidiamo nella nostra abilità, riceviamo quello che l’abilità umana provvede; quando confidiamo nelle nostre finanze, riceviamo quello che i soldi provvedono. Ma quando confidiamo in Cristo, riceviamo quello che Dio ci provvede. Un servo è uno che confida in Dio e sa che l’opera di Dio, fatta come Lui vuole, non gli farà mancare mai niente.

CONCLUSIONE: Tutti sono schiavi di qualcosa. L’idea della libertà completa è un mito. Il tuo padrone è la cosa più importante per te. Essere schiavo di Gesù Cristo ti darà la libertà di realizzare il potenziale che Dio ha messo dentro di te. Non soffocherà il tuo stile. Egli ti libererà.

Quando ti fai Suo servo, metti te stesso sotto il controllo di Colui che ti ha fatto, ti conosce e ti ama.

Da: Chiesadiroma.it

venerdì 13 ottobre 2017

INSEGNAMENTI. Non avere debiti verso nessuno

Che cos’è un debito?

L’etimologia di debito è molto semplice, infatti, essa è da ricondursi al verbo latino debere e al suo participio passato debitum che è arrivato nella nostra lingua con il significato di “qualcosa che deve essere data”, “qualcosa per cui ci si è obbligati”. (Etimo italiano)

La parola debito richiama subito alla nostra mente il fattore economico.
Contraiamo dei debiti se acquistiamo un qualcosa che non è nelle nostre possibilità finanziarie, quando qualcuno ci dà qualcosa e non possiamo darne il contraccambio.
Usualmente quando qualcuno fa un favore importante, l’altro risponde: “Ti devo un favore”, così dicendo si mette in debito.

Dalla Parola di Dio comprendiamo che per quanto sia possibile, è auspicabile non fare debiti con nessuno. Dal punto di vista finanziario al fine di vivere una vita tranquilla, è consigliabile vivere con qualcosa in meno, senza dover necessariamente incorrere in debiti. Soprattutto ai nostri giorni, è saggio pensare bene prima di indebitarsi e a quanto impegnarsi, vista la precarietà lavorativa e finanziaria.

Il debito ci viene imposto da una legge morale e nel nostro caso anche divina.
Come credenti abbiamo un “debito” verso i nostri fratelli e le nostre sorelle, e i credenti che ci circondano hanno un “debito” verso di noi.

L’apostolo Paolo dirà:

“Rendete a ciascuno quel che gli è dovuto: l’imposta a chi è dovuta l’imposta, la tassa a chi la tassa; il timore a chi il timore; l’onore a chi l’onore. Non abbiate altro debito con nessuno, se non di amarvi gli uni gli altri; perché chi ama il prossimo ha adempiuto la legge.” Romani 13:7-8

Paolo ci parla di:

Debiti di tipo finanziario: “l’imposta a chi è dovuta l’imposta, la tassa a chi la tassa;”b
Debiti morali: “il timore a chi il timore; l’onore a chi l’onore. Non abbiate altro debito con nessuno, se non di amarvi gli uni gli altri;”
Potrei parlare dei debiti finanziari, dell’insegnamento di Gesù sul pagare le tasse, ma desidero parlare brevemente dei debiti morali.

Abbiamo l’uno verso l’altro un debito d’amore. Paolo esorta dicendo: “RENDETE A CIASCUNO QUEL CHE GLI È DOVUTO”.

L’amore verso il nostro prossimo non è una chance, non è un qualcosa che il nostro prossimo merita, NON amiamo per fare un favore a Dio… è UN AMORE DOVUTO, tutti hanno ricevuto da Dio il diritto di essere amati.
TUTTI abbiamo la necessità ed il bisogno di sentirci amati e tutti ne abbiamo il diritto.

In che modo si assolve a questo debito:

“RISPETTO”; (il timore a chi il timore) – nella fattispecie si sta parlando delle autorità
Siamo chiamati a rispettare le autorità, ad avere riguardo e considerazione per la loro persona, per il ruolo e per le mansioni che essi ricoprono, siano esse autorità:

Politiche (politici, governanti, ecc…) Spirituali (pastori, ministeri della chiesa, monitori, chiunque ha responsabilità e svolge un servizio all’interno della chiesa, ecc…)
Sociali (medici, insegnanti, ecc…)
“ONORE”; (l’onore a chi l’onore

L’onore ha a che fare con la dignità della persona. Onore è dare “peso” alla persona, importanza. Onorare chi:

Le autorità; (Romani 13:7)
I genitori; secondo il quinto comandamento del decalogo (Esodo 20:12)
Gli anziani; secondo (Levitico 19:32)
Le vedove; secondo il consiglio di Paolo a Timoteo (1 Timoteo 5:3)
Tutti gli uomini; come esorta Pietro (1 Pietro 2:17)
“AMORE”; (Non abbiate altro debito con nessuno, se non di amarvi gli uni gli altri)

Gesù rispose al fariseo: “Il secondo (grande comandamento), simile a questo, è: “Ama il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti».” Matteo 22:39-40

E’ importante amare sé stessi, e amare gli altri come si desidera da questi essere amati.
Tutte quelle manifestazioni di amore che noi vorremmo dagli altri, tipo: gentilezza, affetto, stima, delicatezza, rispetto, onore, attenzione, ascolto, tempo, lealtà, ecc… sono le stesse cose che siamo chiamati a dare agli altri.

“Date e vi sarà dato”. Se semini queste “manifestazioni” intorno a te, nel tempo le raccoglierai.

Il nostro “debito” verso il prossimo è continuo e giornaliero
Nella preghiera di Gesù contenuta in Matteo 6 troviamo queste parole:
“E perdonaci i nostri debiti, come anche noi perdoniamo ai nostri debitori.” Matteo 6:12
Attenzione! E’ molto interessante che qui Gesù non usa il termine “peccato” ma utilizza il termine “debito” (opheiléma).
Primo ho affermato che con la parola “debito” sì sottintende “qualcosa che è dovuto”
In sostanza, un dovere non soddisfatto è un debito non pagato.
Questo è vero verso Dio ed anche verso il prossimo

Perdonare un debito equivale a:

“lasciare andare sia il male che il risentimento, che la mancanza del nostro prossimo nei nostri confronti ha prodotto.”
Significa che, quando qualcuno ci ha fatto un torto o semplicemente non ci ha dato quello che ci era dovuto in termini di: RISPETTO – ONORE – AMORE, lo perdoniamo e non conserviamo dentro di noi rancore, rabbia, risentimento.

E’ una pratica giornaliera

Gesù nella preghiera insegna “dacci OGGI”
Ogni giorno ci sono dei doveri verso Dio “debiti” che non assolviamo. Ogni giorno c’è gente intorno a noi che “si indebita con noi e noi verso loro”.
Non riusciamo a pagare il nostro debito giornaliero ne verso Dio ne verso gli uomini perché siamo mancanti, peccatori ed imperfetti.

Gesù c’insegna a chiedere perdono a Dio dei nostri debiti. Chiedere a Dio quotidianamente il “condono” dei doveri non osservati.
Tale perdono lo riceviamo se noi similmente perdoniamo coloro che sono in debito con noi.

“21 Allora Pietro si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?» 22 E Gesù a lui: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
23 Perciò il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. 24 Avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno che era debitore di diecimila talenti. 25 E poiché quello non aveva i mezzi per pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figli e tutto quanto aveva, e che il debito fosse pagato. 26 Perciò il servo, gettatosi a terra, gli si prostrò davanti, dicendo: “Abbi pazienza con me e ti pagherò tutto”. 27 Il signore di quel servo, mosso a compassione, lo lasciò andare e gli condonò il debito. 28 Ma quel servo, uscito, trovò uno dei suoi conservi che gli doveva cento denari; e, afferratolo, lo strangolava, dicendo: “Paga quello che devi!” 29 Perciò il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me, e ti pagherò”. 30 Ma l’altro non volle; anzi andò e lo fece imprigionare, finché avesse pagato il debito. 31 I suoi conservi, veduto il fatto, ne furono molto rattristati e andarono a riferire al loro signore tutto l’accaduto. 32 Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti; 33 non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, come io ho avuto pietà di te?” 34 E il suo signore, adirato, lo diede in mano degli aguzzini fino a quando non avesse pagato tutto quello che gli doveva. 35 Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello».” Matteo 18:21-35

Siamo chiamati a perdonare come anche Dio ci ha perdonati.

“Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo.” Efesini 4:32
Che Dio perdoni anche OGGI ogni nostro debito come noi abbiamo perdonato i nostri debitori.

Francesco Caldaralo | Notiziecristiane.com

venerdì 6 ottobre 2017

INSEGNAMENTI. Quale nome dobbiamo usare per essere battezzati in acqua?

C'è una grande confusione riguardo al battesimo, alcuni asseriscono addirittura che bisogna battezzarsi solo nel nome di Gesù. Questo perché tanti seduttori sono usciti di mezzo a noi, e asseriscono che il battesimo fatto nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, risulta un battesimo pagano, attraverso il quale senza saperlo si sta adorando "SATANA" e così facendo si riceve la sua dottrina.
VEDIAMO COSA DICE LA BIBBIA A RIGUARDO.
Vi citerò alcuni passi riguardo al battesimo nel solo nome di Gesù.
ESAMINIAMO INSIEME LE SCRITTURE.
E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.Atti2:38.
Infatti non era ancora disceso su alcuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù.Atti.8:16.
E comandò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Allora essi lo pregarono di rimanere alcuni giorni con loro.Atti.10:48.
Udito questo, furono battezzati nel nome del Signore Gesù.Atti.19:5.
***************************************************************************
GESU' QUANDO ERA SULLA TERRA HA FATTO CONOSCERE IL NOME DEL PADRE.
Or questa è la vita eterna, che conoscano te, il solo vero Dio, e Gesú Cristo che tu hai mandato.Gv.17:3.
Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dato dal mondo; erano tuoi, e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola.Gv.17:6.
E tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie; e io sono glorificato in loro.Gv.17:10.
Affinché siano tutti uno, come tu, o Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi uno in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato.Gv.17:21.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e costoro hanno conosciuto che tu mi hai mandato.
E io ho fatto loro conoscere il tuo nome e lo farò conoscere ancora, affinché l'amore, del quale tu mi hai amato, sia in loro e io in loro».Gv.17:25-26.
Gesù gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l'amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui.Gv.14:23.
O ignorate forse che tutti noi, che siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita.Rm.6:3-4.
Qualunque cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù ringraziando Dio Padre per mezzo di lui.Col.3:17.
***************************************************************************
I PRIMI EBREI DI QUALE BATTESIMO SI BATTEZZARONO, NEL NOME DI GESU' O NEL BATTESIMO DI RAVVEDIMENTO?
Giovanni non ha mai battezzato nel solo nome di Gesù, eppure il suo battesimo era valido.
Il battesimo di Giovanni era esso dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi.
Il battesimo di Giovanni era dal cielo a dagli uomini? Ed essi ragionavano fra loro, dicendo: Se diciamo: Dal cielo, egli ci dirà: Perché non gli credeste? Ma se diciamo: Dagli uomini, tutto il popolo ci lapiderà, perché è persuaso che Giovanni era un profeta. E risposero che non sapevano d’onde fosse.Lc.20:4-7.
In quei giorni comparve Giovanni il Battista a predicare nel deserto della Giudea,dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!».
Egli è colui che fu annunziato dal profeta Isaia quando disse:
Voce di uno che grida nel deserto:Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico. Allora accorrevano a lui da Gerusalemme, da tutta la Giudea e dalla zona adiacente il Giordano; e, confessando i loro peccati, si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano.
Vedendo però molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all'ira imminente? Fate dunque frutti degni di conversione, e non crediate di poter dire fra voi: Abbiamo Abramo per padre.Mt.3:1-8.13.
IL BATTESIMO DI GESU'.
Allora Gesú venne dalla Galilea al Giordano da Giovanni per essere da lui battezzato.
Ma Giovanni gli si opponeva fortemente dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?».
E Gesú, rispondendo, gli disse: «Lascia fare per ora, perché cosí ci conviene adempiere ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
E Gesú, appena fu battezzato uscí fuori dall'acqua; ed ecco i cieli gli si aprirono, ed egli vide lo Spirito di DIO scendere come una colomba e venire su di lui; ed ecco una voce dal cielo. che disse: «Questi è il mio amato Figlio, nel quale mi sono compiaciuto».Mt.3:13-17.
Gesù non si è mai battezzato, ne nel suo nome, ne in un altro nome. Ma adempì ad ogni giustizia.(Battezzandosi con il battesimo di ravvedimento essendo uomo)
Dopo che egli (Gesù) uscì dall'acqua i cieli si aprirono e vide scendere lo Spirito di DIO come una colomba (La terza persona) e venire sopra di lui; ed ecco una voce dal cielo ( La prima persona) che disse: Questi è il mio amato Figlio, nel quale mi sono compiaciuto. Da questo si evince che nel battesimo di Gesù, le figure erano tre e non una come tanti asseriscono. Il Battesimo nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo comandato da Gesù in Matteo 28, è secondo il vero INSEGNAMENTO.
***************************************************************************
*******************************************************************************************
DI QUALE BATTESIMO CI DOBBIAMO BATTEZZARE?
Il battesimo in Cristo Gesù o il battesimo nel nome del Padre Del Figlio e dello Spirito Santo.
NATURALMENTE DI QUESTO BATTESIMO.
Quanto agli undici discepoli, essi andarono in Galilea sul monte che Gesù aveva loro designato. E, vedutolo, l'adorarono; alcuni però dubitarono. E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: «Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente. Mt.28:16-20.
Facendo il battesimo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, affermiamo che tutti e tre sono nella sostanza la stessa cosa. Nel mandato di Gesù, lui disse agli apostoli di battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo Mt. 28:19. Eppure in Atti furono nel SOLO nome di Gesù?. At 2:38; 8:16; 10:48; 19:5.
Quando noi pronunciamo il nome di Gesù, nel suo nome c'è l'autorità.
Poi,chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro autorità sopra gli spiriti immondi per scacciarli e per guarire qualunque malattia e qualunque infermità.Mt.10:1.
Poi disse loro: «Andate per tutto il mondo e predicate l'evangelo a ogni creatura;chi ha creduto ed è stato battezzato, sarà salvato; ma chi non ha creduto, sarà condannato.E questi sono i segni che accompagneranno quelli che hanno creduto: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno nuove lingue;prenderanno in mano dei serpenti anche se berranno qualcosa di mortifero, non farà loro alcun male; imporranno le mani agli infermi, e questi guariranno.Mr.16:15-18.
Quindi battezzare nel nome di Gesù significa battezzare secondo l'autorità di Gesù per la persona che ha creduto nel suo "NOME".
Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non sono tre esseri separati da loro, formano un UNICO DIO che operano sempre in unità con lo stesso scopo. Sono un'unica autorità. Infatti in Matteo bisogna battezzare nel nome "singolare" di tutti e tre. Nel nome del Padre, è del Figlio e dello Spirito Santo. Per questo motivo battezzare nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo equivale a mostrare l'autorità di ognuno delle tre figure DIVINE.
La grazia del Signore Gesú Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi. Amen.2 Cor.13:14.
Luciano Sigismondi

mercoledì 4 ottobre 2017

INSEGNAMENTI. Esilio di Israele a babilonia – un insegnamento per noi oggi

Quando parliamo di Israele, parliamo delle due tribù del sud: la “tribù di Beniamino” e la “tribù di Giuda” perché le dieci tribù del nord erano già state deportate in esilio nel 722 a.C. (2Re 17:6,20 “Nell’anno nono di Osea, il re di Assiria espugnò Samaria e deportò gli israeliti in Assiria e li stabilì in Halah e sull’Habor, fiume di Gozan, e nelle città dei Medi. Questo avvenne perché i figli d’Israele avevano peccato contro l’Eterno, il loro DIO, che li aveva fatti uscire dal paese d’Egitto liberandoli dal potere del Faraone re d’Egitto e avevano riverito altri dèi; essi avevano seguito le usanze delle nazioni che l’Eterno aveva scacciato davanti ai figli d’Israele e quelle introdotte dai re d’Israele.

Inoltre i figli d’Israele avevano fatto in segreto contro l’Eterno, il loro DIO, cose non giuste e si erano costruiti alti luoghi in tutte le loro città, dalle torri di guardia alle città fortificate. Avevano eretto per sé colonne sacre e Ascerim su ogni alto colle e sotto ogni albero verdeggiante; e là su tutti gli alti luoghi avevano bruciato incenso come avevano fatto le nazioni che l’Eterno aveva scacciato davanti a loro, e avevano commesso azioni malvagie provocando ad ira l’Eterno; avevano inoltre servito gli idoli intorno ai quali l’Eterno aveva loro detto: «Non fate una simile cosa!». Eppure l’Eterno aveva avvertito Israele e Giuda per mezzo di tutti i profeti e di tutti i veggenti, dicendo: «Tornate indietro dalle vostre vie malvagie e osservate i miei comandamenti e i miei statuti, secondo tutta la legge che io prescrissi ai vostri padri e che ho mandato a voi per mezzo dei miei servi i profeti».

Ma essi non prestarono ascolto e indurirono il loro collo, come l’avevano indurito i loro padri che non ebbero fede nell’Eterno, il loro DIO. E rigettarono i suoi statuti e il patto che egli aveva stabilito con i loro padri e gli avvertimenti che egli aveva loro dato. Perciò seguirono cose vane, diventando fatui essi stessi, e andarono dietro le nazioni che li circondavano, che l’Eterno aveva loro proibito di imitare. Cosí essi abbandonarono tutti i comandamenti dell’Eterno, il loro DIO; si fecero due vitelli di metallo fuso e fecero un’Ascerah e adorarono tutto l’esercito del cielo e servirono Baal, fecero passare per il fuoco i loro figli e le loro figlie, praticarono la divinazione, interpretarono presagi e si diedero a fare ciò che è male agli occhi dell’Eterno, provocandolo ad ira. Per questo l’Eterno si adirò grandemente contro Israele e lo allontanò dalla sua presenza; non rimase se non la sola tribú di Giuda. Neppure Giuda osservò i comandamenti dell’Eterno, il suo DIO, ma seguí le usanze introdotte da Israele. Perciò l’Eterno rigettò tutta la stirpe d’Israele, li umiliò e li abbandonò in mano dei predoni, finché li scacciò dalla sua presenza”).

In questo contesto storico si parla dell’Israele residuo e quindi (come detto prima) dei regni di Beniamino e Giuda. All’epoca i re babilonesi non erano interessati a conquistare la Palestina perché per loro come territorio non era importante essi volevano “sottomettere” il re d’Israele, di Giuda a pagare un tributo ogni anno, quindi in concretezza volevano la “sottomissione del re di Giuda” che ogni volta che si “ribellava” e non pagava questo tributo, come tutta risposta i babilonesi venivano ad assediare Gerusalemme e deportavano una parte della popolazione a Babilonia come riscatto. La prima deportazione avvenne nel 605 a.C., in questa occasione fu deportato in esilio a Babilonia anche Daniele (Daniele 1:1 “Nel terzo anno del regno di Jehoiakim, re di Giuda Nabucodonosor, re di Babilonia, venne contro Gerusalemme e la cinse d’assedio).

La seconda ribellione del re di Giuda avvenne nel 597 a.C. nuovamente i babilonesi tornarono e deportarono in esilio a Babilonia un’altra parte della popolazione. La terza e ultima ribellione del re di Giuda avvenne nel 586 a.C. questa volta Nabucodonosor si arrabbia seriamente e si stanca di queste continue ribellioni e va ad assediare Gerusalemme. E’ un assedio che dura un anno e si conclude con la distruzione completa e totale di Gerusalemme compresa anche la distruzione del Tempio della città che avvenne appunto nel 586 a.C.: “Questa è la data più traumatica nella storia di Israele” in quanto fu in questa occasione che avvenne la deportazione totale del popolo in esilio a Babilonia.

Percorrendo i periodi storici notiamo che la deportazione degli ebrei è accaduta in varie fasi e che il loro esilio a Babilonia termina nel 539 a.C. durante il primo Regno di Ciro e dopo che l’Impero babilonese cadde nelle mani dell’Impero Medo-Persiano. Al termine del suo primo anno di regno Ciro autorizza gli ebrei, coloro che lo desideravano, a tornare in Palestina (Daniele 1:21 “Così Daniele continuò fino al primo anno del re Ciro).

Oggi questi racconti storici sono rivolti a noi credenti affinché acquistiamo la giusta attitudine: a) nell’avere FEDE nella “Bibbia” e in quello che c’è scritto, b) nel fare uno sforzo nel volere “capire” e “studiare” quali sono le argomentazioni che ci aiutano a comprendere che la Bibbia è “affidabile”.

Questi due punti sono importanti dal punto di vista teologico.

Infatti c’è differenza tra un libro che racconta una finzione scritta dopo i fatti e un libro che racconta di “interventi miracolosi e veri” da parte di Dio e delle sue “rivelazioni”. Questo dimostra l’affidabilità di Dio e unisce in modo indissolubile quello che Egli dice con quello che Egli fa.

Possiamo dunque asserire che: DIO E’ AFFIDABILE E POSSIAMO FIDARCI DELLE SUE PROMESSE sulla base del presupposto che ha dimostrato di essere capace di prevedere il futuro, di avere il controllo sulla storia perché è “intervenuto nella storia”. Questo è un insegnamento teologico molto “importante” e molto “profondo” perché la Parola di Dio è legata all’intervento di Dio nella storia e alle sue profezie.

Luisa Lanzarotta | Notiziecristiane.com